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Il viaggio in Egitto di Gaetano Moretti (1901), tra interessi archeologici e pratiche di tutela

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Il viaggio in Egitto compiuto da Gaetano Moretti nel febbraio 1901 non è solo un momento importante nella formazione di un giovane architetto educato a Milano alla scuola di Camillo Boito, ma è una tappa fondamentale nel percorso di “uno del mestiere” – Moretti dirigeva all’epoca l’Ufficio regionale dei Monumenti della Lombardia – per ampliare le proprie competenze professionali. Realizzato per conto del Ministero della Pubblica istruzione, il viaggio comportò infatti una riflessione sulle pratiche di restauro avviate dal Servizio delle Antichità Egiziane e dal Comitato di Conservazione dei Monumenti dell’Arte Araba, di cui Moretti rese conto nella relazione La conservazione dei monumenti in Egitto e Grecia del 1902. Ma non furono solo i resti archeologici e i monumenti arabi a catturare lo sguardo del giovane architetto, che prestò

attenzione anche all’architettura contemporanea e allo stile neo-mamelucco, avviando una riflessione sulla possibilità di conciliare le tradizioni locali con i gusti e i bisogni della modernità. Una questione che costituisce una delle linee portanti del modernismo europeo all’inizio del XX secolo.

Giovanna D’Amia PhD in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, professore associato al Politecnico di Milano e membro del collegio docenti del Dottorato in Architettura Storia e Progetto del Politecnico di Torino. Il suo campo di ricerca verte principalmente sui temi legati alla cultura dell’abitare e ai processi di trasformazione della città in età contemporanea e diverse sue pubblicazioni riguardano la presenta di architetti italiani nell’area mediterranea e in America latina.

A cura di Prof. Giovanna D’Amia (Politecnico di Milano)

Lunedi 16 febbraio, ore 18:00

Centro Archeologico Italiano – 14, Via Champollion (Piazza Tahrir) – Downtown

 

Gaetano Moretti’s Journey to Egypt (1901): Between Archaeological Interests and Conservation Practices.

The journey to Egypt undertaken by Gaetano Moretti in February 1901 was not only a significant moment in the training of a young architect educated in Milan under Camillo Boito, but also a fundamental milestone in the career of a “professional” aimed at broadening his expertise – at the time, Moretti directed the Regional Office for Monuments in Lombardy.

Carried out on behalf of the Ministry of Public Education, the journey prompted a reflection on the restoration practices initiated by the Service of Egyptian Antiquities and the Committee for the Conservation of Monuments of Arab Art, which Moretti detailed in his 1902 report, “The Conservation of Monuments in Egypt and Greece”.

However, it wasn’t just archaeological remains and Arab monuments that caught the young architect’s eye; he also paid close attention to contemporary architecture and the Neo-Mamluk style, sparking a reflection on the possibility of reconciling local traditions with modern tastes and needs. This issue represents one of the core tenets of European Modernism at the beginning of the 20th century.

Giovanna D’Amia: PhD in History of Architecture and Urban Planning, is an Associate Professor at the Politecnico di Milano and a member of the teaching committee for the PhD program in Architecture, History, and Project at the Politecnico di Torino. Her field of research focuses primarily on themes related to the culture of living and the processes of urban transformation in the contemporary era. Several of her publications concern the presence of Italian architects in the Mediterranean region and Latin America.

16th of February, 6:00 PM

The Italian Archaeological Center – 14 Champollion Road (Tahrir Square) – Downtown

 

  • Organizzato da: Istituto italiano di cultura Il Cairo